Pe’ verdi rami scherzano
Con lascivetti voli.
E d'amor note cantano,
I flebili usignoli.
Quivi il fanello
stridulo,
La tortora qui geme.
Qui tutta par l'aligera
Famiglia accolta
insieme.
Di questa stanza rustica
Tra l’ ombre
verdeggianti
Felici si vivevano
Due Passerini amanti ;
E d'un amor scambievole
Tant'erano infiammati,
Che mai non si mirarono,
Se non accompagnati.
Parea, che un'istess'
anima
Con artifizio ignoto,
In un tempo medesimo
Desse a due corpi moto.
Per l’aria insiem
volavano
L’ uno dell’ altra
appresso,
Indi si riposavano
Sul ramoscello istesso.
Insiem vedeansi pendere
Sull ondeggiante e
bionda
Spica, ed il rostro
immergere
Insiem nella fresc’onda.
Indi con note tenere,
E armonici concenti
Parea. che ragionassero
In amorosi accenti.
Entro del seno concavo
D’ un' alta querce
antica
Prendeano insiem
ricovero
Poi nella notte amica.
E benché sciolti e
liberi
In mezzo alla campagna
Ella altro amante, ei
scegliere
Potesse altra compagna,
Egli fu sempre stabile
A’primi affetti sui,
Ella con fé recìproca
Non seppe amar che lui.
Ma della sorte prospera
Sempre è il favor
fallace;
Sul piè mal fermo e
instabile
Stassi il Piacer fugace.
Un di, che insiem
gioivano
Fra gli amorosi affetti,
Di cacciatore barbaro
Restar fra i lacci
stretti.
Entrambi allor si
chiudono
In gabbia angusta, e
insieme
Forzati sono a vivere
In fino all’ore estreme.
Ma oh strana ed
incredibile
Mutazion d'affetti!
Ciò che bramaron liberi,
Aborrono costretti.
Vivere insiem i ramarono
Fino all'estremo lato,
Or che per forza il
debbono.
Ciascuno è disgustato.
A contenergli è piccola
Ora una gabbia sola,
Accanto più non posano,
Chi qua, chi là sen
vola.
Ognora si querelano,
Già l’odio è dichiarato,
Già già di sangue
tingono
Rabbiosi il rostro
irato.
Conviene alfìn dividerli
In due gabbie distinti
O da furor scambievole
Cadon entrambi estinti.
Udisti la mia favola ?
In questa è al vivo
espresso
Il maritale vincolo,
Com’ è di moda adesso :
Vincolo non da simile
Indole ben formato,
Ma da un capriccio
fervido,
Che muore appena nato.
Tratto da
FAVOLE DI LORENZO PIGNOTTI
scelte ad uso della gioventù
dal Sac. Prof.
CELESTINO
DURANDO
EDIZIONE QUARTA
TORINO, 1890
TIPOGRAFIA E LIBRERIA SALESIANA
Lorenzo Pignotti muore
nell'Agosto del 1812 pertanto il testo è privo di diritto d’autore.
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